Nel traffico 

L’ho già detto mille volte ma voglio ribadire che il comportamento assunto dalle persone alla guida dei propri mezzi di trasporto è sintomatico di una buona fetta di personalità, dello stato d’animo del periodo nonché rappresenta una valvola di sfogo di tutto ciò. Si capiscono molte più cose circa il soggetto dal modo in cui si comporta e si rapporta nel traffico cittadino attraverso il mezzo a cui dovrebbe con lucidità dare i comandi, che dopo numerose sedute psicanalitiche. In mezzo al popolo della strada possiamo trovare colei che ascolta Tiziano Ferro e si strugge per un amore non corrisposto o finito; quella che ama la musica-dance e balla, canta e sorride con la certezza che se le sorridi la vita ti sorriderà; quello che con sguardo catatonico guida come un automa immerso in mille tribolazioni; quelli che procedono a 20km/h trotterellando e beatamente chiacchierando tra loro guardandosi talvolta anche negli occhi; quelli che vorrebbero spazzare via dal loro cammino ogni ostacolo e imprecano ogniqualvolta lo trovano, il problema è che per loro ogni elemento su strada costituisce un ostacolo dunque imprecano senza sosta; quelli che vogliono imporre la loro supremazia e furbizia sfrecciando e zigzagando; quelli che ti sorridono gentilmente chiedendoti se per caso tu stia per uscire dal parcheggio e ti sorridono altrettanto gentilmente quando gli dici con tatto di no; quelli che piombano nel parcheggio appena liberatosi senza tener conto del tizio che è lì da 5 minuti in religiosa attesa della retromarcia; quelli che ancora hanno il coraggio di avanzare senza pudore minacce del tipo :”guarda che se scendo te meno!”; e infine c’è lui, il motociclista che pensa bene di tagliarti la strada dopo che tu hai atteso l’attraversamento di una coppia di anziani di cui uno claudicante e per buona parte sorretto dall’altra metà di cuore. Lui se ne sta lì con il motore roboante e in tiro pronto a carpire l’attimo esatto in cui i piedi provati della coppia toccheranno il marciapiede o meglio l’attimo in cui la coppia sarà lontana quanto basta dall’incrocio per poter sfrecciare e battere sul tempo colui che, su strada con diritto di precedenza, semplicemente applicava le buone norme di educazione civica e del codice stradale. A seguito di questo episodio (e di incalcolabili episodi similari) la riflessione di questa sera è: possibile mai che la fretta e la bramosia abbiano travalicato il benché minimo straccio di rispetto? In quanti smaniamo quando è necessario fermarsi in prossimità delle strisce pedonali? Aaaah che fretta c’era maledetta questa era! In verità non la maledico ma un fottuto “relax, take it easy” da instillare negli assatanati del traffico e dello “scansatevi tutti passo io” e in questa orda di uomini schizzati e frenetici, potrebbe solo recare dei benefici a chiunque.

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