Pollo polacco


Tra le tante mie abilità c’è quella di rimanere sveglia a notte alta senza nemmeno aver mangiato pesante e salato. Il suono concentrico di un antifurto impazzito proveniente dalla strada e la centrifuga della lavatrice non sono esattamente concilianti. Mi sembra di pernottare sull’Enterprise. 

Per fronteggiare la calura ho messo a repentaglio il rachide cervicale lasciando che i miei capelli lavati si asciughino da soli e incurante e sprezzante del fatto che tra qualche ora mi ritroverò la chioma di un pollo polacco, ma probabilmente anche un mal di gola considerando che adesso mi pare tiri un filo d’aria che, guarda caso, va proprio a sbattere lì sull’atlante. Ma sì, ostiniamoci a sfidare le leggi fisiche e dell’età. Vorrei che il momento in cui il sonno diventa più forte della coscienza giungesse finalmente a darmi la libertà e il sollievo di poter dormire sopra a qualcosa che deve essere poi tempestivamente messa in pratica. Intanto si susseguono dei pensieri connessi e non. Ripercorro velocemente in flash e frammenti tappe, fasi, anni, pezzi di vita. Tutto ciò che mi ha portato ad oggi. Capita di fare dei bilanci inerenti unicamente agli obiettivi e ai traguardi raggiunti, ma guardandomi indietro, a me sembra di aver vissuto 1000 vite. Non necessariamente sul piano delle esperienze ma proprio sul piano della vita. Quanti visi, voci, occhi, case, posti, situazioni, minchiate, fatiche, impegni, emozioni, risate, parole, cieli, paure, pianti, apprensioni, pericoli, meraviglie, e amore amore amore. Quello che mi condurrà sempre verso occhi dentro occhi affini al mio sentire. Stento a credere di aver avuto così tanta forza d’animo in certe occasioni, non ci credo a tal punto che mi chiedo se fossi realmente io. E sì. Sono stata proprio io quella che lì. Pervasa da non so quale forza soprannaturale e da un moto d’amore immenso. Solo ora mi rendo conto come cambiano i punti di vista e la percezione delle cose della vita a seconda della pesantezza che vivi, quella che può riempire le tue giornate divenendo normalità e consuetudine. Ecco perché ho imparato a cercare bellezza e leggerezza anche quando e dove era impossibile. Perché sentivo di volerlo e mi infastidivo ed avvilivo se non ci riuscivo. Sì, quella ero io, sempre io in queste 1000 vite, sempre la stessa così diversa così simile e sempre assettata di pensieri, di sogni e di amore. 

Buonanotte. Pollo polacco in progress.