Storytelling

Era la mattina del 14 Agosto quando Francesca impiegò 20 minuti a percorrere 45 km. Sì stupì di quella rara concessione elargitale, ma ancor più dell’entusiasmo con cui osservava l’anomala quiete, probabilmente un fervore eccessivo se il Raccordo in quel momento le appariva come uno scorcio di Paradiso. Quella per lei fu una mattina incredibile, così insolita che arrivare in largo anticipo la spinse a mettere in atto, alimentare e saziare una delle più diffuse patologie moderne: tornare indietro sui propri passi per controllare se l’auto fosse regolarmente chiusa. Pensò che aveva ripetuto come sempre meccanicamente l’operazione ma in fondo aveva del tempo da riempire e non c’era nulla che le impedisse di ripercorrere la strada a ritroso e verificare, riaprire, richiudere, fare la prova della maniglia. Si accertò che la macchina fosse chiusa e tornò a sedersi in ufficio. Al ritorno accadde di nuovo. Stavolta impiegò 15 minuti dopo i quali si ritrovò magicamente davanti al portone di casa. In preda all’eccitazione e distratta dalla brevità del tempo impiegato, saltò la sua uscita sul GRA e fu costretta ad uscire a quella successiva. Ferragosto trascorse in pace e serenità, si sdraiò addirittura a prendere il sole nonostante fosse prevista pioggia. Il giorno successivo il tragitto sulle strade che collegano località e città, che dovrebbero condurre sempre verso una meta, ma che ci stanno obbligando a temere, le riservò lo stesso trattamento di favore. Fu in quell’istante che capì che il suo concetto di vacanza non solo stava mutando ma si stava completamente stravolgendo: non era più Honolulu ma strade sgombre e sfollate come lo erano un tempo le città d’Agosto. #me #portrait #dailylife #summer #storytelling

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