Il prurito non c’è, il prurito è nella tua testa.

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Esiste un espediente psicologico per resistere al prurito? E perché succede che nel momento in cui penso a quanto esso sia irresistibile e a come vorrei scorticarmi le gambe per qualche fugace attimo di sollievo, aumenta in maniera esponenziale? Quale meccanismo perfido si instilla nelle sinapsi e invade il cervello? Ho provato ad accarezzarmi le aree interessate come se mi stessi spalmando una cremina (l’aloe vera e l’Allargan hanno fallito la loro funzione), poi ho rafforzato il tocco e ho provato invece con delle manate più decise come quando ci si spazza via un po’ di sabbia, un capello o della zozzeria improvvisa e disgustosa da dosso, ma niente, nessun risultato efficace. Mi viene da grattarmi come se uno sciame di zanzare inferocite mi avesse attaccata e volesse portarmi come preda-trofeo-vittima per sacrificarmi sull’altare del loro dio, Culicidae. Una crema idratante alla pesca che a detta dell’etichetta doveva essere a base di elementi naturali, mi ha procurato una sorta di dermatite allergica su zone sparse che vanno dalla coscia al polpaccio. Però mi chiedo se sia indicativo il fatto che mentre sono intenta a scrivere pare che il prurito sia diminuito. Va beh, in ogni caso non mi rimane che provare a sbattere violentemente il mignolo del piede ad uno spigolo X. Nella speranza che far subentrare una reazione istintiva, dolorosa e liberatoria sia la soluzione definitiva a questo prurito carogna.

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