Anna

In un giorno di inizio Luglio, dal sole nascosto tra le nuvole e le aspettative livellate e poi svuotate, qualche saggio esperto di vita esorta Anna seduta a giocare con i fili d’erba, la scuote dai suoi sospiri, le consiglia di pensare a sé. E dentro a questo monito per il saggio equilibrato, c’è la soluzione. Glielo dicono spesso, lo dicono in un giorno di Luglio, in giorno qualsiasi e random nella vita. Le dicono che deve imparare ad esercitare un briciolo di sano egoismo. A lei dai facili entusiasmi, a lei che è fuoco e vento, leggera come l’aria, profonda come il mare, a lei che ama, ancora ama a dispetto delle lezioni, nonostante le delusioni e le perdite, ama forte, ama non per essere amata ma quando si sente amata sa di amare ancora meglio. “Pensa a te” le dicono. Poi te ne pentirai, continuano. Te lo dicono quando ti perdi di vista, quando ti dedichi ostinatamente a qualcosa che non porta i riscontri desiderati, quando c’è un netto ed evidente sbilanciamento, quando dai senza misure, quando l’aridità e la rassegnazione crescono intorno ad un fiore. Ti dicono di pensare prima a te. Così le avevano detto. Che solo tu puoi essere la priorità di te stessa. Che lo scopo dell’esistenza è manifestarsi e realizzarsi per ciò che si è. Ma lei non vuole accettarlo. Le sembra una meravigliosa titanica impresa ma anche una minaccia. Ti sparano questa frase ad effetto Osho con ogni buona intenzione sperando che tu ne colga l’essenza e sia in grado di metterla in pratica, ché la vita è una sola, e devi godertela, e devi divertirti se e finché non hai troppe responsabilità, perché sei ancora giovane e devi farlo ora che sei più libera, che l’unica responsabilità è il rispetto per sé stessi e per gli altri; alcuni per esperienza ti suggeriscono che devi pensare sempre prima a te stessa e al tuo benessere, altri te lo intimano per il tuo bene. E per quanto pensare a sé sia impagabile quanto la libertà, sentirselo dire e consigliare come fosse il segreto della felicità, le provoca fastidio. Perché la libertà è impagabile ma solo se si può condividere. Eppure ha cercato di farlo. Ha pensato a lei quando era diventato impossibile crederlo, ha rinconquistato faticosamente un po’ della sua vita, si è sentita depredata ma poi rinata, ha ritrovato il sorriso, quello che niente e nessuno dovrebbe toglierle, ma sempre pensando ai suoi affetti, grazie a loro, insieme a loro. Allora ti domandi cosa voglia dire esattamente prendersi cura di sé, se esista un confine da non travalicare oltrepassato il quale l’attenzione per sé e per i propri bisogni possa sfociare in indifferenza, superficialità, mancanza di rispetto verso il mondo circostante. E dove sia quel confine, chi lo traccia, sulla base di quale principi. La libertà è poter essere sé stessi, senza remore o riserve, forti e fragili, senza scudi, senza il timore che quelle debolezze che andrebbero amate quanto le virtù, spaventino o possano costituire un peso. Un giorno di Luglio mani forti e amorevoli l’hanno presa per mano e l’hanno tenuta stretta fino a portarla con sicurezza al di là del muro, l’hanno aspettata a metà strada incoraggiandola, l’hanno accompagnata tutte le volte che ne ha avuto bisogno, l’hanno sorpresa nei momenti impensabili solo per renderla felice, l’hanno sostenuta, ed in cambio lei ha cercato di trasmettere una forza uguale e contraria. L’amore incondizionato è quel sentimento che riesce a farti sentire più forte anche quando tutto intorno è dissestato e che con la sua potenza arriva ad immaginarti splendente in ogni circostanza, anche la più difficile. È l’amore in circolo, quello che dai e quello che ricevi. Anna ancora oggi impara ad amarsi di più, a stimarsi, a lottare per i suoi traguardi personali, ed io le sono grata perché, malgrado non abbia ricevuto tutto l’amore che è stata in grado di dare e malgrado l’abbiano fatta sentire più volte sola, non hai mai perso la capacità di desiderare che il suo bene sia un po’ anche quelle delle persone a cui è legata e soprattutto non ha mai smesso di credere che sia possibile, che l’amore alimentato e diffuso possa produrre soltanto buoni frutti. L’amor proprio e quello per chi amiamo sono inscindibili. L’uno non dovrebbe escludere l’altro. Tratto da una storia vera. La storia di una delle donne più importanti della mia vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...