La felicità è relativa

Giorno 4. Svezzamento. Nella giornata mondiale del selfie la legge del contrappasso mi punisce severamente, mi blocca con tanto di lucchetto la fotocamera frontale, mi vieta e rende vana ogni forma di tentativo e mi impone di proteggervi dal mio volto emaciato e bianco un po’ Kristen Stewart di Twilight un po’ Keira Knightley ultima versione, per giunta di una comune mortale. Mentre provo ad inghiottire del fantastico riso bollito guardo fuori e mi domando se la felicità oggi per me possa semplicemente coincidere con il solstizio d’estate. Perché non potrebbe? Vedo questo sole che entra e mi scalda e celebro l’estate, seppur mangiando svogliatamente. In qualche modo funziona. Ad ogni cucchiaio insipido mi sforzo di trovare un po’ di sapore. La felicità è relativa. È in ogni piccola trascurabile cosa, pure in ogni un cucchiaio di riso bollito se ti ricordi di salarlo e se credevi di aver perso il gusto. Certo la felicità è soprattutto in un piatto preparato con cura solo per te con amorevoli mani, ma è anche in un cucchiaio di riso bollito dopo 3 giorni di nausea, inappetenza ed astenia. Ricordatemi di sprizzare gioia da tutti i pori quando riuscirò a mangiare di nuovo un piatto di spaghetti allo scoglio.

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