21 Settembre. Giornata mondiale dell’Alzheimer


Gli occhi sono lo specchio dell’anima, ne sono certa. E questi occhi mi hanno insegnato molto sulle relazioni umane, sul senso profondo dell’accudimento. Curioso come si possa sentire la mancanza anche di uno sguardo vuoto e spento che divorava e dilaniava costantemente l’anima. Eppure quando quello sguardo perde pure l’ultimo anelito vitale, ti manca. La scintilla che lo teneva in vita era una traccia della sua presenza. Silenziosa ma rilevabile. Adesso che quello sguardo è tornato pieno e disteso, adesso che mi restituisce tutto il calore che si sforzava di darmi per quel che poteva, ancora faccio molta fatica a credere di essere riuscita a trovare così tanta forza, che tutto il mio amore si sia convertito in forza o che abbia coinciso con essa. Sì, amore = forza. E ora che la mia vita ha ripreso un andamento più o meno normale, ora che sono libera di decidere, di programmare, di uscire, di fare e disfare, mi fermo tutte le volte a pensare se davvero non ci siano più quegli occhi fermi ad aspettarmi, quel viso scarno, quella luce data da un sorriso, quella voce flebile e quel braccio tremulo faticosamente teso che dipendevano unicamente da me. Negli ultimi mesi sono tornata invece ad una mia dinamica comportamentale di un periodo precedente a quello altamente degenerativo. Quando sono fuori casa non c’è giorno in cui io non pensi di telefonare a casa, di chiamarla, di sentirla all’altro capo del telefono, per avvertirla che sto bene, per raccontarle quello che va e non va, per dirle senza filtri tutto quello che mi passa per la testa, semplicemente per salutarla. Quella della telefonata a casa, a mamma, è un’abitudine che difficilmente perderò. Più che in una cura medica efficaceconfido nella cura dell’amore, seppur sfibrante e straziante. Vorrei che tutti i malati di Alzheimer, e non, riuscissero a trovare amore, pace, conforto e protezione nelle braccia dei propri familiari. So quel che significa essere combattuti tra la salvaguardia della propria vita e il sacrificio per amore e senso di responsabilità. È facile parlare di abbandono, vero. È troppo facile giudicare senza trovarsi nella stessa condizione. Ma, qualsiasi sia la scelta, voluta o inevitabile, si può far sempre qualcosa per scacciare quel senso di abbandono dai loro occhi.

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