It’s my birthday!


26 Luglio 2017.

Il giorno del mio compleanno lo associo al Mercoledì. E che io ricordi, della manciata di anni trascorsi in mia compagnia in questa vita, il più delle volte la celebrazione della mia esistenza e della mia crescita, è ricorsa di Mercoledì, e non credo sia un caso che fu proprio una mattina di Mercoledì lieta e soleggiata quando venni alla luce. Mercoledì: al centro di un percorso, a metà strada tra un inizio e una fine, all’interno di un ciclo, tutto il resto in mezzo, un bel po’ di confusione e la medietas che mi ha contraddistinta ma che mi ha anche penalizzata, facendomi scontrare con conflitti e contraddizioni inguaribili con i quali però ho imparato a convivere. Al centro e nel profondo di ogni cosa, con il cuore e con la testa a forma di cuore. Tanti compleanni quante fasi di vita. C’è stato un tempo in cui desideravo bambole da pettinare e da vestire e speravo che da quel pacco-regalo si materializzasse il mio sogno di plastica, ci sono state torte fatte in casa preparate con cura con i miei ingredienti preferiti, mazzi di fiori giganteschi, sorprese, meravigliose feste allestite con dedizione e amore solo per farmi stare meglio e alleviare le mie pene, candeline improvvisate da spegnere su una fetta di melone, occhi felici di vedermi felice, biglietti su cui è caduta una mia lacrima per ogni parola, voci e cartelloni di bambini con i loro teneri auguri, famiglie acquisite che mi hanno fatto sentire parte integrante del loro nucleo, scatole piene dei ninnoli che preferisco, libri con dedica, cene da favola, cani briosi, ma le costanti che mi hanno sempre accompagnata scaldando il mio cuore, sono state le dimostrazioni di affetto, travolgente e puro, di quello che stai lì a domandarti se lo meriti davvero o a pensare che farai di tutto per meritartelo ogni istante, e poi gli occhi sinceri degli amici di sempre, i pensieri d’amore rivolti a me che rimangono il regalo più bello che potessi desiderare e oggi più che mai sanano e compensano vuoti e assenze. Ma in fondo io non voglio e non devo supplire, io voglio sentire, sentire dentro la bellezza dei sentimenti caldi e appassionati, perché è questo sentire che mi fa gioire ed è tutto questo bene che mi rende grata a voi e a quello che di più prezioso ho. Sapere di aver lasciato traccia è una sensazione commovente, colmante, emozionante, dolce e stupefacente. Grazie perché anche il più piccolo pensiero dato dal cuore, nella propria giornata e nei proprio tempo, vale oro. Figuriamoci i vostri. Per questo ringraziarvi uno ad uno è una mia esigenza oltre che un piacere enorme. Che i miei baci interminabili vi riempiano tutto il viso almeno fino a fine giornata.

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