Alfonsina 


Oggi ho incontrato per caso Alfonsina di anni 91 che, per la medesima legge d’attrazione secondo cui il mio destino è legarmi indissolubilmente agli anziani, ha scelto me per regalarmi una lezione di vita e una reazione stupefatta al suo modo di ragionare, nonostante l’età avanzata sia spesso fonte di preconcetti per i quali non è possibile mantenere l’unicità di essere singolo e diverso da ciò che concerne l’anzianità e una mente giovane, smart e aperta. Come se tutta la categoria dovesse essere relegata a comportamenti standard e omologanti. Me ne stavo a leggere per la seconda volta il libro di Damico “Le emozioni sono intelligenti”, quando questa simpatica e vispa signora mi si è seduta accanto e mi ha chiesto che libro fosse. Le ho spiegato che non si trattava di un racconto ma di un saggio sulle emozioni. Allora mi ha chiesto se poteva dargli un’occhiata, ha scrutato attentamente il frontespizio, letto la sinossi, girato e rigirato la copertina toccandola con le sue dita smaltate di rosso e annuendo con la testa, letto qualche stralcio bisbigliando le parole e poi ha concluso dicendo: “che belle le emozioni e la loro analisi. I pregiudizi le soffocano e questo succede perché le emozioni ormai sono spoglie e piatte. Hanno perduto l’intelligenza di comprendere sé stesse e quelle altrui e allora si vive di pregiudizi e pensieri piatti e unificati. Sa signorina, io con le altre vecchiette non ci parlo molto perché non credono più nell’amore e stanno sempre a giudicare tutti sminuendo ogni rapporto. Perché lo fanno se non sanno niente? E poi sono convinte che alla nostra età ormai siamo spacciate e dobbiamo pensare solo a tirare avanti e ringraziare il Signore per ogni giorno in più. Io no. Io non ho bisogno di cucinarmi tutti il giorno il sughetto buono. Ho lavorato una vita al provveditorato agli studi e adesso voglio sentirmi libera ma non al traguardo. Voglio comprarmi un etto di ricotta, mangiarla con un pezzo di pane e poi scendere di nuovo a chiacchierare con Enrico, due anni più giovane di me, un ex professore universitario. Lo vede? È laggiù con quella befana che è la sua badante. Lui mi ha detto che la notte mi pensa sempre, inizia a pensare che se mi avesse vicino non avrebbe più paura di niente. Era un grande amico di Umberto Eco, sapesse quante cose interessanti mi racconta. Signorina, le racconto un po’ della mia vita, tanto per me lei ormai è un’amichetta. Aspetti però che mi tolgo questo foulard dal collo che sto morendo di caldo. Sa perché lo indosso? Perché almeno copro la catenina, non sia mai volessero strapparmela via…”

Alfonsina, lei originaria di Scurcola Marsicana, che ha 7 sorelle di cui 5 vive e che non si è mai sposata (sarà certamente una mera coincidenza che è così mentalmente fervida e così incredibilmente profonda ed elastica), lei è stata preziosa. Grazie di tutto. Abruzzo terra di gente fantastica.

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