I miei amici over


E ci si ritrova anziani sulle panchine dei giardinetti e delle ville, panchine meno fredde di quelle del metrò cantate da Baglioni. Ci si ritrova insieme a prendere una boccata d’aria e un po’ di contatto umano, a discorrere di vita, di aggiornamenti e bollettini, di sopravvissuti, morti e malati, di tecnologia approcciata, di animali che tengono compagnia, di forze che mancano, di braccia doloranti, di figli modello e di altri meno, di nuore e generi, della pensione che non basta mai, dei nipotini che riempiono casa e portano una ventata d’allegria, dei dolci fatti insieme a loro, delle uova di Pasqua dai prezzi esorbitanti, dell’irragionevolezza di un uovo a quarantamilalire, del tanto caro rimpianto vecchio conio, degli acciacchi, delle visite e dei controlli prenotati, delle gambe che non vanno più spedite come una volta, dei fatti di cronaca, di politica, della guerra, del mondo odierno che li spaventa, dei giovani d’oggi, della spesa, di Forum e di QuartoGrado, di Facebook che non usano. Ma chissà se sanno che gli argomenti trattati sono più o meno gli stessi. E indipendentemente dall’età.

 Quando sarò vecchio a tutti i prepotenti dirò ancora “con me voi non l’avrete vinta mai!” 👵🏻👴🏻💕

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