Semplicemente Primavera?


8 anni fa, in data 27 Febbraio 2009, a circa due mesi dall’iscrizione a Facebook, scrivevo un conciso, semplice, immediato, timido, chiaro, zen, bonsai “…aspettando la primavera…”. Lo riporto fedelmente, così come nacque, sospeso tra i puntini. Cosa mi è accaduto successivamente? Quali sono state le dinamiche e le cause che mi hanno condotta negli anni successivi ad esporre il medesimo concetto, quello della primavera nell’aere, con un numero di caratteri tendenti all’infinito? La confidenza con il mezzo? L’allontanamento dalla presunta ovvietà, che comunque è la prima modalità di orientamento in un sistema nuovo un po’ perché non sai che scrivere, che dire, un po’ perché ti senti restio, diffidente ed impacciato? Il fatto che mi sembrerebbe troppo poco e troppo impersonale e allora perché non eccedere nei ghirigori ?La lettura compulsiva (che comunque esisteva anche ante 2009)? Agli albori era forse il timore per l’uso di uno strumento nuovo ed innovativo che mi tratteneva dal dilungarmi? Approccio timido alla novità? Chissà che invece quella mia sintetica dichiarazione di attesa comunicata pubblicamente, non racchiudesse e racchiuda la delicatezza, la purezza e l’essenza di una sensazione nascente timidamente condivisa senza fronzoli ed artifizi, ma solo per il piacere di scrivere qualcosa che potessero leggere tutte le mie amicizie. L’emozione della prima volta. “Io vi dico che la sto aspettando, voi che fate??” A distanza di 8 anni questo strumento – Facebook – si è evoluto e noi con lui. Attualmente un “aspettando la primavera” mi riuscirebbe solo se corredato di foto scenica. Ma non ne sono così sicura. Un concetto basic espresso con 3 parole basic??? Sarebbe contro la mia religione secondo cui dietro ogni attesa ed apparenza c’è la descrizione minuziosa di ciò che c’è dentro, di ciò che c’è oltre. Non aspetterò mai soltanto la primavera ma aspetterò di captare quell’atmosfera diversa, di spalancare le finestre una mattina, andare in terrazza, di starci, di farci colazione, di farmi scaldare le ossa dal sole, di camminare per strada alleggerita, di accorgermi che i colori sono più vivi, che il verde è intenso, che l’aria è più dolce, che cambiano gli odori, che i sensi si accendono, che il cielo si allarga, che le serate hanno un retrogusto estivo, di sentire il profumo della rinascita e di tutte le possibilità, degli aromi che ti entrano nel naso, di vedere la luce del sole che domina fiera. Non aspetterò mai solo la primavera. 

E comunque vi avviso che è prematuro anche soltanto attenderla. Non lo fate. Pioverà. Tornerà pure il freddo forse. Aspettate soltanto un generico Marzo e poi si vedrà. 
…Buonanotte… cullata…

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