Habemus Stadium


Il malore accusato da Virginia Raggi, conseguenza diretta dell’eccessivo tasso di stress a cui è quotidianamente sottoposta da quando ricopre in modo pulito l’arduo incarico di sindaco di Roma, è stato sintomatico del picco massimo toccato dopo il climax di incontri e discussioni al termine dei quali, ad accordo quasi raggiunto, l’ombra di Virgy – consumata dalla pressione – ha appunto ceduto, sebbene per pochissimo tempo prima di riprendere la trattativa sullo stadio e concluderla definitivamente. Cercando di discostarmi dagli schieramenti e dalle fazioni politiche e valutando unicamente la donna, devo ammettere che il grado di forza per gestire una situazione così complicata come quella romana e per non mollare, deve essere quasi sovrumano. Credo debba necessariamente essere una fortissima passione e determinazione ad animarti, a rianimarti e a spingerti a continuare a lottare e a credere in ciò che fai malgrado lo sfacelo, gli sgambetti, le accuse, le ingiurie e le calunnie, perché sennò manco per tutto l’oro del mondo, perché se decidi pure di rimanere fuori dall’apparato, pulita, e di non alleggerirti e facilitarti il lavoro con mezzucci e sotterfugi, la questione si complica all’ennesima potenza. Io non l’ho votata. L’ho sempre ritenuta non in grado come il partito da cui proviene, solo chiacchiere e distintivo. Ma vedere questa donna smunta e provata stringere i denti e cadere sotto i ripetuti colpi delle accuse e ogni volta rialzarsi barcollante e con 1kg in meno, mi ha fatto scaturire una tenerezza positiva nei suoi confronti. Oggi sorrideva malgrado gli occhi infossati, sorrideva per un progetto virato a concretezza, speranza di una svolta e di un trampolino di lancio per una riqualificazione della città. È vero, decadenza e crisi ci attanagliano, la città fa acqua da tutte le parti, provvedere ad una ricostituzione e ricompattazione urbana che soddisfi tutti i cittadini da nord a sud, da centro a periferia, sarebbe utopico. Abbiamo questa base di partenza che come al solito dividerà l’opinione pubblica e creerà le solite polemiche, ma proviamo a immaginarla come il bandolo della matassa che aiuterà a districarla. Un favore però vi chiedo. Non scindiamoci nella seguente maniera: pro-Raggi/tifosi romanisti e contro-Raggi/tifosi laziali. Accantoniamo la limitatezza e dimostriamo che oltre al tifo calcistico c’è di più.

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