Quanti profumi, unguenti e creme-corpo conservati inutilmente?

Ma come mi salta in mente di lavarmi i capelli di notte forte del ragionamento secondo il quale domattina me li troverò già belli che lavati e non dovrò compiere ‘sta faticaccia, quando invece razionalmente so benissimo che questi 15° gradi novembrini notturni mi faranno svegliare – allo stesso modo di diverse notti a questa parte- madida di sudore come dopo un incubo o post-Tachipirina e saranno fatali per la mia chioma la quale domattina presenterà una serie di onde e boccoli nella zona appiccicata al cuscino e cioè all’attaccatura della nuca, che rigonfierà tutta la parte sovrastante e mi vedrò dunque costretta a rimediare con una passata di piastra da 1 minuto a ciuffo? Che poi il rumore del fon mi fa pure spaziare con la mente e divagare sino a giungere a riflessioni astruse ed esageratamente sviscerate e mentre fisso il vuoto penso e non mi concentro sull’asciugatura, poi di colpo realizzo, mi accorgo di essere partita per la tangente e allora affretto la pratica anche se la base dei fusti è ancora umida ma non importa devo accelerare il tutto per dare un taglio ai pensieri che questo rumore – probabilmente posseduto da spirito ostile – asseconda. E mi muovo frenetica, faccio tutto di corsa, il pettine mi cade nel bidè (sempre meglio che nel WC), nel raccoglierlo do una gomitata al rubinetto e lo apro, mi infradicio una manica, mi cambio maglietta, accendo la piastra, e nell’attesa che si scaldi, scrutando tutti gli elementi che arredano il mio bagno, i miei occhi si posano su un profumo di Aquolina (senza c) che sta lì più o meno dai tempi del debutto dell’Euro ma forse anche qualcosa prima (non posso confermarlo perché è assente prezzatura in Lire e pure quella in Euro). So perfettamente a quale episodio la fragranza si lega, lo ricordo nitidamente ma voglio spruzzarne un po’ su di un fazzoletto (non so quale rash cutaneo potrebbe provocarmi un profumo dell’ante-cristo sulla pelle quindi preferisco non azzardare. Di solito lo uso per profumare l’ambiente) per rivivere il momento: rivedo immediatamente una serata in discoteca con il mio fidanzatino dell’epoca, una mia coetanea nemica fare un trenino con altre viperrime decerebrate (che poi rivaluterò ma solo perché sono una pacifista inside) e venirmi appositamente addosso (non aveva preso molto bene il fatto che fossi fidanzata, non sto qui a spiegarvi i motivi) e io al secondo giro di malintenzionato trenino reagire con una culata peggio dell’ariete che veniva usato per sfondare le porte di accesso di mura, castelli e fortezze. Quanta demenza, ahinoi. Seguirono varie potenziali scoattate. Non so tradurlo in italiano ma può essere una cosa tipo tamarrate, comportamenti propensi al rissoso solitamente accompagnati da sguardo di sfida con un occhio socchiuso da cui parte quel bagliore da tenzone e incazzatura biascicata e borbottata a mezza bocca. Insomma, un ricordo non degno di nota: pe’ perde tempo so’ fatta apposta. 

Notte, va’.

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