Per quanto mi identifichi nel battito di un altro…


Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti canta “nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio, per quanto mi identifichi nel battito di un altro sarà sempre attraverso questo cuore…”. Nel mondo che vorrei l’empatia trionferebbe su tutto, ma mi rendo conto che per quanto si possa essere empatici di natura, per quanto ci si sforzi o ci si convinca di esserlo, per quanto ci si possa calare nei panni degli altri e provare a comprenderli, sarà sempre impossibile arrivare a carpire fino in fondo le sensazioni della persona mentre vive quella determinata situazione. Questa impossibilità a riflettere in se stessi fedelmente e totalmente le sensazioni altrui viene realizzata appieno soltanto quando ci si ritrova a vivere la medesima condizione. Soltanto in quel momento si possono comprendere nel profondo certe parole, certi stati d’animo, certi sguardi, certe preoccupazioni. E allora forse vorresti dirglielo: adesso sì, adesso sì che ti capisco profondamente. 

Ecco perché il giudizio vale sempre relativamente, ma dato che è inestirpabile dovremmo arrivare a realizzare che conta davvero poco dal momento che io dovrei essere l’altra persona e l’altra persona dovrebbe essere me e dovremmo vivere la stessa identica situazione e per di più essere identici noi. Si dice che non si debba sentenziare, minimizzare, parlare con la lucidità tipica di chi non vive direttamente quel momento. Ma questo si sa, come si sa che è utopico estirpare il giudizio personale, più o meno netto, aggressivo e invasivo. Probabilmente a volte non servirebbero consigli o analisi ma solo supporto ed incoraggiamento. Guardando dall’altro punto di vista, probabilmente servirebbe la consapevolezza che non sempre i giudizi e le analisi che se ne traggono sono sentenze assolute e assolutiste, ma considerazioni che possono indurti a riflettere con maggiore razionalità. Servirebbe pure la consapevolezza che la propria visione dei fatti potrebbe non rispecchiare lo sviluppo delle sensazioni dell’altra persona. Ci vuole da una parte molta attenzione e delicatezza, dall’altra la consapevolezza che gli altri possono esserti di grande grandissimo indispensabile aiuto, ma tutto quello che provi puoi sentirlo solo tu, puoi elaborarlo solo tu, puoi trasformarlo solo tu.

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