Ottobre dell’anima

Dai miei ricordi su Facebook, verso i quali nutro affetto struggente o nausea a seconda dello stato d’animo o del momento storico a cui mi rimandano, emerge un comune denominatore è cioè che Ottobre si è sempre sistematicamente dipanato lungo il medesimo filo conduttore: sbalzi d’umore di pari passo a quelli di temperatura. Alternanza di sensazioni legate al primo umore generato al risveglio, da cui strettamente dipende l’andamento della giornata, instabilità e indefinibilità a lunga distanza, nel senso che mi è impossibile definire e definirmi in modo certo e per un tempo avanzato poiché le mutazioni e le alterazioni subite possono essere all’ordine del giorno. Eppure questa varietà di paradossi, contraddizioni e alternanze emotive riproposta dai miei Ricordi mi risulta noiosa e a tratti irritante in quanto ripetitiva, come il ciclo delle stagioni, come ogni ciclo che segue sempre le stesse fasi. Nel mondo che vorrei Ottobre sa di Luglio dell’anima. E poi sempre questa morbosa abitudine di guardarsi indietro per cercare e ritrovare facce, sorrisi, pensieri, emozioni, già vissuti e assimilati. Cosa spinge a non poterne fare a meno, cosa spinge a rimuginare? La sicurezza emotiva data dalla malinconia, a prescindere che siano emozioni positive o negative e comunque passate? Un masochismo innato? La nostalgia in cui si gradisce crogiolarsi in maniera agrodolce? Che poi mi sono sempre chiesta: chissà se, alla fine, sull’animo umano hanno maggiore incidenza i ricordi di cose della vita alcune delle quali diventate abitudini man mano che le vivevi e poi una volta chiuse, terminate o passate si sono tramutate in ricordi, o le cose della vita attuale, quelle in corso, persone sempre presenti che sono punti fermi, episodi o abitudini cari che saranno poi futuri ricordi? Ritengo di essere giunta alla giusta maturità per comprendere abbastanza me stessa così da aver capito che amo tutto ciò che decido di rendere consuetudine o facente parte delle mia vita e che lo amo e lo voglio amare anche nella normale consueta routine perché so che già domani anche se sarà simile a ieri, all’altroieri o a dopodomani, diverrà prezioso ricordo. Perché alla fine per quanto simili, tutti i giorni sono diversi, ricchi di particolari che li distinguono. Nulla è scontato e tutto è in movimento anche quando sembra fermo. Tra un anno anche questo sarà un ricordo racchiuso nel mio diario, ogni momento vissuto diventerà un ricordo da ritrovare nel cuore e nella memoria. Detto ciò, notavo che prima del 2008 non ho ricordi immortalati in Facebook, ché ancora non esisteva, quindi magari posso illudermi di non ricordare episodi rilevanti e determinati degli Ottobri pre-2009. Sicuramente ho sempre scritto. Magari quagliavo di più. Di certo non mi sono mai addormentata prima delle 2.00 tranne che in condizioni di malattia.

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