Interruzioni

Talvolta si verifica questo tipo di interruzione elettrica, ma anziché restare senza parole (Meglio? Peggio? Tutto è relativo…) partono scariche di energia residua che fanno divincolare la lingua senza più la regolamentazione, il freno e il dosaggio dell’alimentatore principale, il cervello. Le scariche potenziate dall’alimentatore di emergenza, che poi è quello diretto dalla pancia e dall’istinto, il quale già generalmente è solito andare in conflitto con quello principale, la inducono ad esibirsi in sproloqui o in discorsi campati in aria, senza la benché minima traccia di logica e senso. Spesso è un male sì, a volte può risultare anche un bene utile a comprendere chi hai di fronte o a farsi comprendere dall’interlocutore nell’essenza. Poi ci sono anche gli alimentatori tarati su altre unità che anche se ben collegati producono risultati disastrosi. Insomma, siamo vari ed eventuali. E a proposito di energia elettrica, prendo spunto da questo parallelismo per ricordare che a quest’ora di 13 anni fa, esattamente il 28 Settembre del 2003, mi stavo preparando per trascorrere un after-hours nella prima Notte Bianca romana, entusiasta ed eccitata all’idea di un mondo dormiente che sarebbe rimasto sveglio per l’occasione e di luci, voci e colori che avrebbero rallegrato e riempito di vita la nottata (fatta eccezione per quella dei lavoratori…). Beh, proprio alle 3.30 di quella stessa notte iniziò il più grande blackout della storia d’Italia. Tutto il Paese rimase senza elettricità fino a mattina inoltrata. Secondo la ricostruzione della commissione di indagine italiana il blackout venne causato dalla caduta di un albero e da alcuni errori dei gestori della rete elettrica svizzera. La Notte Bianca in un attimo si trasformò in una notte nera a far da cornice ad uno scenario da incubo apocalittico. Buio totale, panico pure. Per fortuna riuscimmo a ripararci sotto la stazione Metro di Barberini e non fummo fatti prigionieri dai convogli. Tornai a casa molte ore dopo stravolta e impaurita ma con addosso quel pizzico di adrenalina che ti lascia un’avventura a lieto fine.

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