2024: il terrore.


Sarà che fin dall’età preadolescenziale, vuoi per superstizione spicciola, vuoi per scaramanzia, vuoi per fatalismo diversamente passivo che per non inimicarmi il fato, ho sviluppato un’intolleranza ai programmi -intensi come progetti-, specie a quelli a lunga scadenza, e una forte allergia verso tutto ciò che deve essere necessariamente pianificato e prestabilito, ma leggere 2024 ovunque e ripetutamente ed ossessivamente mi fa salire la futurofobia, l’ansia gnoseologica e l’horror vacui. Avete una minima idea delle cose che possono succedere e mutare nel corso della vita privata e sociale in 8 anni? Quanti mutamenti climatici e ambientali? Quanti capovolgimenti? Quante deviazioni? Quante vicissitudini politiche? Quante peripezie? Quanti lieti eventi? Quante tragedie? 8 anni potrebbero essere niente o una vita intera. Chi può saperlo? Con il senno di poi la sensazione è che 8 anni volino, ed effettivamente è così se ad oggi guardandoci indietro ripensiamo genericamente e nel complesso al lontano 2008. Non ci sembra così lontano ma a pensarci bene è lontanissimo e racchiude un’infinità di eventi e scossoni che hanno segnato periodi o epoche e cambiato per sempre dei percorsi apparentemente lineari e sereni. Sono consapevole che organizzarsi per ospitare le Olimpiadi richieda tempo e denaro e che da qui al 2024 in tera de cechi beato chi c’ha ‘n occhio, però con questa logica vince la mia mentalità che certo non porterebbe nulla di buono se fossi io a capo della città in qualità di sindaco. A questo punto per scongiurare una gestione al ribasso, non sarebbe stato meglio ripartire di slancio? Sicuramente programmare le Olimpiadi in una città come Roma, nelle condizioni disastrose in cui versa attualmente, in un Paese economicamente provato, sarebbe stata una scelta azzardata e visionaria, che solo un folle sul genere di Steve Jobs avrebbe potuto attuare. Fare ‘ste benedette Olimpiadi sarebbe stato un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto o essere come la castagna, bella fuori e con dentro la magagna. Gravare la “nuova giunta” (?) di ulteriori fardelli avrebbe gettato ancor più in confusione i nuovi arrivati, ma una non-scelta non è consolante tanto quanto una non-azione. Ciò nonostante rimango fiduciosa sul futuro operato di Virgy, certamente più che sul fatto di arrivare al 2024 senza nuovi, mirabolanti e rivoluzionari intoppi.

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