Fenomeni sociologici

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Giovedì ore 19. Nuova apertura supermercato Carrefour post ristrutturazione.
Se la gente fosse determinata, paziente e tenace anche solo la metà di quanto lo è davanti al banco degli assaggini da inaugurazione, laddove sono adagiati appositi vassoi sui quali vengono disposti e serviti bocconcini di salumi e di altri cibi sfiziosetti, vinceremmo la maggior parte delle nostre quotidiane battaglie. Tolte invece determinazione e tenacia, avrei molto da ridire sulle modalità di approccio al banco e su quella ressa da stadio o calca da concerto che dir si voglia, che da sempre popola questi eventi. Esseri che si tramutano in fameliche creature mostruose assettate di cibo, occhi senza scrupoli, sguardo spietato, bave colanti. In un nano secondo si forma una bolgia tutt’intorno all’oggetto dei desideri e non viene concesso manco un metro quadro di spazio e d’aria alle eccezioni umane che vorrebbero fare spesa senza soffermarsi sulla masticazione e sull’ingozzamento perché altrimenti si rovinerebbero la cena (diametralmente opposti all’altra tipologia che invece con gli assaggini ci cena, non certo per tenersi leggera ma perché dopo 2 ore di sosta incrollabile lì davanti e un no-stop di deglutizioni, hai bello che cenato!). Un’orda di mani prensili ed invadenti da scritturare per un film horror (è proprio il caso di dire “due pinze – o forse tre?- e una tenaglia”) che cercano di afferrare i bocconcini insinuandosi e facendosi largo tra la folla dall’alto o dal basso per raggiungere il prima possibile il traguardo, per poi portarseli frettolosamente alla bocca e lanciarseli dentro ingurgitando voracemente la qualunque gli capiti a tiro, per paura di essere battuti sul tempo dal vicino nell’acchiappo del successivo bocconcino. La rimpinzata prosegue, i piatti sul bancone si svuotano e vengono riforniti e rimpinguati alla velocità della luce, gli stuzzicadenti sono sparsi ovunque, alcuni volano, alcuni giacciono spezzati sulla nuova pavimentazione di gomma color ruggine (forse più acceso) e altri vengono usati con il loro scopo primario, per curare cioè i denti al momento in cui serve. In fondo perché trattenersi? I rapaci non si fermano davanti a nulla e sono capaci di prendere un sfogliatina di mele subito dopo un tòcco di porchetta. Tanto mangia il povero quanto il ricco. Alcuni escono dal supermercato satolli ma senza aver comprato nulla, altri rimangono folgorati dalla bontà di un prodotto degustato e lo acquistano, altri ancora a pancia piena si aggirano serenamente tra gli scaffali e altrettanto serenamente attendono il loro turno alla cassa. Abbiamo trasmesso “spaccati sociali”. Per oggi è tutto, vi do appuntamento alla prossima puntata in cui analizzeremo i soggetti sulla base del loro modo di fare spesa e dei prodotti acquistati. 😁

2 pensieri su “Fenomeni sociologici

  1. disgustoso!

    quasi come nei buffet degli alberghi durante le vacanze. gente (che dovrebbe essere bella rilassata no?) che si spintona per riempire a dismisura il proprio piatto per poi avanzarne più della metà … insopportabile proprio!

    Piace a 1 persona

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