Sinapsi in conflitto

imageNotturno casa. Insonnia cronica. Ansia da insonnia attutita dal fattore “tanto domani/oggi è Sabato”. Interno bagno. Cercare di inserire, sparata e convinta, la spina appartenente allo scaldotto – precedentemente spostato in soggiorno per mitigare la mia permanenza ivi – laddove esiste sì una struttura molto simile alla presa di corrente, ma dove v’è assenza totale di occhielli maschi o femmine che siano, poiché trattasi unicamente di interruttore della luce on/off: ce l’ho.

Spingere i contatti della spina sull’interruttore per ottenere l’accensione: ce l’ho.

Ma sapete che c’è, voglio prendermela con l’ora tarda e con il fatto che passo di colpo dalla stasi ad un turbinio di movimenti che avvio e nel frattempo la mia mente-frullatore ne pensa altri mille su cui attivarmi. Il risultato è un frenetico e convulso vortice di azioni più o meno meccaniche e necessarie che voglio arrivare a sbrigare di corsa per riprodurre nuovamente e il prima possibile la stasi. Ciò mi causa inevitabilmente dei corto-circuiti. Ritengo che le cose vadano così. Ritengo talvolta che i miei più che giri di giostra siano schizzati lanci di palline da flipper che vanno sbattendo ovunque senza mai fare centro, o almeno senza mai farlo prima di una mezz’oretta buona.
Dalla mia postazione di stasi apparente, in cui il corpo è fermo ma la mente galoppa, vi auguro la buonanotte per quel che della notte ancora ne resta.

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